Under 19 in Germania!!

Nei giorni 26-27-28 maggio si è svolto il viaggio in Germania organizzato dal comitato per il gemellaggio del nostro paese con le cittadine di Ambert ed Annweiler; in questa occasione sono stati previsti anche incontri di basket e volley, ai quali Gorgonzola ha partecipato con una formazione under 16 femminile dell’U.S. Argentia Pallavolo e con la nostra formazione under 19 maschile.

Il programma del viaggio si distingue per la precisione e la dovizia di particolari di cui i partecipanti vengono puntualmente messi al corrente dai responsabili, rendendo così viaggio e soggiorno decisamente più gradevoli e fruibili. Nonostante questa premessa teutonica si parte con un leggero ritardo, dovuto all’assenza dell’uomo chiave della trasferta, ma i nostri prodi autisti non si demoralizzano e lanciano lo Scania nuovo di pacca al massimo della velocità possibile attraverso l’Europa e dintorni.

Alla prima sosta troviamo già una sorpresa: i cassieri dell’autogrill svizzero danno il resto in euro !!! restiamo un po’ spiazzati, poi tutto torna alla normalità quando realizziamo che paghiamo 25 euro per 4 caffè e 2 brioches: ecco la Svizzera che ben conosciamo!

Tra una tappa e l’altra coach Gobbo sfodera la lavagnetta elettronica e rinfresca gli schemi, dopotutto ci attende il torneo del secolo, la nostra occasione di dimostrare agli schizzinosi francesi ed agli altezzosi tedeschi di che pasta sono fatti gli italiani.

Nel frattempo l’atmosfera sul pullman si carica di energia positiva: Pesa va in avanscoperta con la parte femminile del viaggio, timidamente seguito dai suoi soci, ma i maschietti danno il meglio di se nell’improvvisare cori e coretti vari, mica hanno tempo da perdere con le ragazze! La zona culturale del gruppo, invece, si lancia in disquisizioni varie, dalla questione sud-tirolese alla decadenza industriale dell’Italia, con Baghi protagonista assoluto mentre Chicco scopre le meraviglie dell’I-pad e diventa impossibile toglierglielo dalle mani.  Attraversiamo di gran carriera il tunnel del Gottardo, di misura variabile tra i 13 e i 17 km ed ammiriamo poi il panorama del lago di Lucerna, lanciati verso Basilea.

Dopo la sosta per il pranzo, a rigorosa base di salsicciotti e cotolette, varchiamo il Reno un paio di volte per dare un’occhiata anche alla Francia e ridiscutere le questioni territoriali, ed infine arriviamo ad Annweiler. Nella caratteristica piazza del comune veniamo accolti dalla nostra guida, Frau Birgit Srehlitz-Runck, e dall’inquietante fotografo “whisky”, insospettabile mago della tecnologia, che stiperà nella sua immensa scheda SD circa un milione di foto fatte durante i tre giorni, oltre che dalla delegazione francese ed ovviamente dal super-sindaco Thomas.

I saluti di rito non riescono a nascondere le occhiate diffidenti rivolte ai nostri futuri avversari, e il timore si insidia nelle menti dei nostri ragazzi: ce la faremo a battere questa banda di nani? Mah…

Tappa successiva è l’ostello in cui alloggeremo, una ridente costruzione posta in cima ad una delle collinette che circondano Annweiler; preso possesso delle rispettive stanze, torniamo in paese per effettuare un giro turistico-culturale esaustivo, con tanto di intermezzi storici. Fortunatamente il borgo è piuttosto ristretto e riusciamo a girarlo tutto in un paio d’ore, per poi concederci la tanto agoniata birretta tedesca: e no, non si può, non c’è tempo, dobbiamo tornare di corsa all’ostello per prepararci per la serata, che prevede la cena comunitaria alle 19 !

Dopo aver superato lo smacco di essere stati battuti in puntualità dalle ragazze della pallavolo, veniamo accolti nella grandiosa sala comunale, recentemente restaurata, dotata di tutti i confort, tra cui l’indispensabile toilette, che consente al duo Merlo – Magnani di continuare senza soste il loro duello.

Con un breve discorso introduttivo che copre solo un secolo di storia della sala, super-sindaco-Thomas ci introduce alla cena, composta perlopiù da specialità locali, ed in cui il maiale la fa da padrone, o da vittima, dipende dai punti di vista; finalmente possiamo gustare anche la birra, che ci aiuta ad ammortizzare la fase due, ovvero il tour della sala, incluso il backstage del palco con i bagni per gli attori, il cinema 3d a 72 posti senza proiettore, e le cantine dell’antica birreria, nelle quali il sindaco s’è fatto installare la sua postazione di spillatura personale.

Qualche meritato minuto di libertà per i ragazzi ci porta infine di nuovo all’ostello, dove la nottata trascorre tutto sommato in modo tranquillo, basta avere il sonno pesante.
L’alba della domenica è carica di tensione: si sta avvicinando il momento della verità, riusciranno i nostri paladini a tenere alta la bandiera del basket italico? Trasferiti nel liceo del paese, dove si svolgeranno gli incontri, il timore diventa realtà: i nostri avversari hanno portato squadre miste! La preoccupazione diventa quindi come riuscire a giocare senza distruggere qualche donzella d’oltralpe, ma con un inspiegabile senso di responsabilità i nostri si comportano molto correttamente, vincendo ovviamente entrambi gli incontri, ma senza procurare danni e senza umiliare l’avversario. Aldilà di tutte le battute, le congetture ed il sarcasmo, questa correttezza ci è stata riconosciuta da tutti e noi ce ne facciamo un vanto! Bravi ragazzi!

Pausa pranzo con l’immancabile salsicciotto e poi di nuovo in palestra: stavolta sono le ragazze del volley a farla da padrona, 2-0 in ogni incontro e tanti saluti alla Marsigliese e al Deutschland uber alles: stasera sarà il nostro inno a risuonare tra le mura della sala civica!

Finite le partite resta del tempo libero e soprattutto tanta energia da scaricare: Messina riesce a contrattare una partita a calcetto con degli indigeni, ma dopo 10 minuti veniamo messi alla porta, giusto il tempo di vedere in azione il dinamico duo MM (Merlo-Magnani, sempre loro) crivellare la rete (di alluminio) avversaria, mentre Mex gioca all’ombra del tiglio, Giò fa il portiere disoccupato e panzato, Prad corre avanti e indietro, ma non la vede mai.

Si torna in palestra per un’improvvisata sfida tra ragazzi del basket e ragazze del volley, tutta in veste italiana.
Pur con qualità tecniche rivedibili, sono i baskettari ad avere la meglio nel primo set, troppa la differenza fisica, ma poi l’orgoglio dei nostri avversari esce prepotentemente allo scoperto e, schierando nell’ordine: presidente, dirigente, allenatore e vice, si aggiudicano il secondo set, nonostante (o grazie al) l’ingresso in campo di Baghi tra i cestisti.

Durante la giornata non poteva mancare la visita guidata all’edificio scolastico, dove abbiamo potuto visionare la culla delle impareggiabili menti germaniche, con ovvi paragoni dispregiativi nei confronti delle nostre scuole: già, peccato che questa sia una scuola privata mantenuta dalla chiesa protestante, ma tant’è, noi siamo specialisti nell’auto flagellazione. Rimarchevole la smorfia della nostra guida quando ha appreso che anche le nostre classi sono dotate di lavagne interattive: questi italiani sono sempre più sorprendenti!

Si torna all’ostello per prepararsi alla serata: nuova umiliazione dalle ragazze del volley, pronte con largo anticipo rispetto ai nostri lumaconi, che in più accampano scuse improponibili: il mondo sta cambiando!

Nella sempre più splendida sala rinnovata (a proposito: 8 milioni di euro per il restauro non sono un po’ tantini?) il sindaco ci accoglie sorridente e procede alle premiazioni con enfasi e solennità, finchè non viene travolto dall’entusiasmo del coro intonato per lui dai nostri baldi giovani. Partono le note del nostro inno, che viene cantato orgogliosamente a squarciagola dai ragazzi, che però si fanno trascinare dalla foga e terminano le parole quando l’inno è ancora a metà: coi tempi che corrono è già buona cosa conoscerne il testo, per il resto c’è da lavorare.

Cena col porcello sempre protagonista, stavolta sotto forma di prosciuttone affettato, e poi il colpo di scena: super-sindaco-Thomas è ormai senza freni ed allestisce dal nulla una balera, trasportando egli stesso casse, amplificatori e quant’altro! Le comunità si mischiano, si balla, si ride, si scherza, soprattutto non ci si capisce (vero Merlo?), ma la festa è festa e chissenefrega (vero Prad???).

Nel breve trasferimento all’ostello si assiste ad un civile ed educato scambio di cori tra italiani e francesi, che però mollano ben presto il mazzo, vista la stazza dei nostri: meglio non rischiare.

Dopo qualche ora di sonno, chi più, chi meno, ci prepariamo a lasciare il borgo: solita sequela di discorsi pseudo-officiali con tanto di foto e coro finale istigato da Chicco, che pure lui ha ceduto all’atmosfera casinara. Partono i francesi, li salutiamo con distacco, come è giusto che sia, e ci dirigiamo alla volta del cimitero naturale, o come si chiama, dove ci si può far seppellire allegramente cremati sotto un sasso o un tronco o quant’altro ci sia in questo parco. Dopo la ricerca filosofica del significato di due sassi accostati saliamo un’altra volta sul pullman e via, verso il castello del Barbarossa, che è da 2 giorni che ci guarda torvo e minaccioso dall’alto dei tre sassi che danno il nome al paese (ebbene sì, Trifels non è il nome di un fiume).

Le forze del gruppo sono ormai allo stremo, ma la nostra guida-interprete-vicesindaco e chissà cos’altro è indifferente al nostro dolore e ci conduce ad un’accurata visita di ogni sala del maniero, ovviamente descrivendocene ogni particolare e dandoci nozioni ed inquadramento storico. Con le ultime stille di energia affrontiamo la discesa al parcheggio ed assaltiamo il ristorantino locale prima della partenza.

Si rischia l’incidente diplomatico quando Baghi e il presidente del volley (giustamente amici di vecchia data) spargono inopinatamente della senape sul loro salsicciotto, segno di disgusto nei confronti dello stesso: ricuciamo a fatica lo strappo, chiediamo perdono per l’offesa al sacro wurstel,  finiamo l’ultima birra e partiamo per il ritorno.

Pressati dalla stanchezza viaggiamo in disordine, per alcuni mentale, per altri di altra natura. Un libro di storia inutile per il suo possessore fa da spunto per una rivisitazione della prima guerra mondiale, mentre Pesa spara le ultime cartucce tra ragazze ed i-pod, Merlo dà il colpo di grazia a Magno che cade incosciente, Giò passa tre dogane prima di arrendersi al suo giochino, Prad simula indifferenza al suo stato fisico, Mex ribalta la geografia padana volendo passare da Busto Arsizio, Vito si sloga la mandibola cercando di mangiarsi il suo stesso pugno, Pozz spaccia notizie sicure sulla nostra posizione grazie all’ausilio del babbo, Eddi sfoglia un libro con l’occhio opaco, mentre Ripa, bè, lui è Ripa e basta. Dopo 8 ore di viaggio e col miraggio di una seconda sosta mai effettuata, riapprodiamo a Gorgo, sicuramente esausti, ma altrettanto felici d’aver preso parte a questa esperienza.

La doverosa sezione dei ringraziamenti include, in ordine sparso: il segretario comunale, i membri del comitato per il gemellaggio, il vice sindaco nonché assessore allo sport, lo staff della società US Argentia Pallavolo (che 45 anni fa ci vendettero Baghi), i loro allenatori, la nostra guida Birgit, il super-sindaco Thomas, Chicco Bigatti, senza la cui presenza non avremmo mai saputo cosa fare, i 10 ragazzi 10 che si sono dimostrati simpatici, divertenti, esuberanti, ma onesti e corretti, mai villani o maleducati o incivili, e che, per quel poco che può contare, hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione, sicuramente molto di più e molto meglio dei cuginetti francesi; ma soprattutto il mitico super Franco-Baghi-Biraghi, per i nuovi punti di vista che ci ha fornito sugli argomenti più disparati.

Infine voglio personalmente esprimere la mia più sentita e sincera gratitudine ed ammirazione a coach Stefano Gobbo, che ha sapientemente tenuto in riga i ragazzotti di cui sopra, rinunciando a svariate ore di riposo, e consentendo al sottoscritto di passare notti tranquille.

Domande rimaste senza risposta, ogni suggerimento è ben accetto:
1.    come si spegne sto coso ? (Chicco rivolto all’I-pad)
2.    come si chiama sto posto, Rottweiler?
3.    capo, posso avere le racchette per il ping-pong? (Ripa rivolgendosi al sindaco, perché gli sembrava uno… autorevole)
4.    alla fine della guerra non potevamo tenerci l’Istria e la Dalmazia e cedere l’Alto Adige?
5.    perché i francesi parlano un inglese peggiore di quello di Merlo?
6.    perché a Milano c’è una piazza intitolata a Cadorna, che era un imbranato? E soprattutto, che fine ha fatto il suo gemello?
7.    perché gli svizzeri hanno fatto il tunnel ferroviario più lungo del mondo e noi non riusciamo a fare un buco esplorativo in val di Susa?
8.    come ha fatto Merlo a trascinarsi dietro uno stormo di ragazzine tedesche senza riuscire a comporre una frase finita e comprensibile in una qualsiasi lingua?
9.    chi si è bevuto 2 coke e mangiato un piatto di patatine che ho dovuto pagare io al ristorante del castello?
10.    ma soprattutto: cosa diavolo hanno mangiato questi ragazzi, che si sono trasformati in bombe a gas di potenza incontrollabile?

 

Raffo

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