Pesaro 2015… Dal mio punto di vista…

CAMPIONI! Si esatto, CAMPIONI.

Se mi chiedete: ci credevi prima di partire, vi risponderei che ero consapevole della forza dei miei ragazzi (nella totalità dei presenti e non) ma non sapevo il livello degli avversari. E sinceramente, ho detto che sarei stato contento di andare nelle prime 5/6 (non tanto per il piazzamento, quanto perche avremmo giocato 5 partite al posto di 4 quindi acquisito maggiore esperienza) ma bleffavo: in cuor mio ero confidente che i ragazzi erano quantomeno da podio…. da coppa… da latta…. da premiazione al mitico Palascavolini… che sogno solo pensarci…

Ma l’obiettivo era soprattutto cementare il gruppo (atleti e genitori), conoscere i caratteri dei ragazzi stando a stretto contatto con loro per 3 giorni interi…
Senza che questi ultimi avesserò l’interferenza della loro mamma e del loro papà.
Solo io e loro.
e se guardo questo obiettivo, posso ritenermi soddisfatto!!! E non sapete quanto!!!
Ora so molto ma molto di più di ogni vostro singolo atleta. E questa cosa sarà fondamentale per rapportarmi meglio con loro in futuro.
Come loro hanno capito che prima di essere il loro istruttore, possono considerarmi un loro fratello maggiore… perchè tante volte questo mi sento…

L’avversario più temibile leggendo la lista delle presenti è il San Carlo di Milano.
E la finale come sapete tutti è stata proprio con loro…
Alla faccia di chi dice che non azzecco mai mezzo pronostico!!!
Ma ripercorriamo il tutto partendo dall’inizio….

DAY 0 – Giovedi 30 Aprile

Alle ore 13.15 siamo davanti al palestrone. 4/5 famiglie hanno anticipato la partenza per godersi chi il mare, chi una gita a San Marino, ma i restanti hanno deciso di fare ritrovo e andare in fila indiana fino a Pesaro. Si decide di mandare Max Vergani in testa, ma dopo averci fatto fare un giro dell’oca per arrivare in autostrada, il comando delle operazioni viene preso da Claudio Somazzi. Il gruppo procede compatto, tranne un brutto anatroccolo.. che risponde al nome di Eva, che deve essere aiutato. A quel punto il capo fila, decide di mettersi dietro a quest’ultimo e di “spingerla” da dietro in modalità ridefinita nelle chat whats app, modalità “supposta” :). In testa si mette Ezio Bertolotti che mi ha dato un posto sulla sua macchina verso Pesaro, e quindi il coach inizia ad organizzare le operazioni con qualche ora di anticipo…

I ragazzi non vedono l’ora di fermarsi in autogrill, si decide di fermarsi dopo Bologna, cosi da lasciarsi indietro la parte critica del viaggio.
Peccato che nonostante abbia stato scritto (“uscite al primo dopo lo svincolo per la A14”) all’appello si presentano solo i Vergani. Gli altri proseguono mancando l’uscita…
Ci ricongiungiamo 15 minuti dopo all’area di servizio successiva e riprendiamo verso Pesaro arrivando a destinazione alle 18.15 circa.

Ci fermiamo all’hotel dei genitori in attesa di Stefano.
Qui dico che fino all’arrivo al nostro hotel io dei ragazzi non ne volevo ancora sapere 🙂
Prendo Papà Ilic e ci andiamo a sparare una Menabrea da 66, bella fresca, in un baretto li vicino.
Daniel non sa cosa aspettarsi dalla vita con gli altri genitori.
Mi dice una frase sacrosanta: “quando si gira in 12 teste diverse si finisce solo per litigare…”
Nonostante condivida la frase, gli ho risposto che conoscendoli abbastanza, sarebbe stato indimenticabile.
Bhe oggi direi che il suo sorriso Domenica mi ha fatto capire che tutto è andato come NON avrebbe potuto MAI immaginare….

Alle 19.15 sentendo Stefano il pullman con tutte le squadre Malaspina e i 2003 dell’Argentia (che hanno condiviso con noi l’hotel Continental e l’esperienza) era ancora in zona Bologna ci avviamo verso l’hotel e iniziamo a sistemarci. I genitori aiutano i ragazzi a portar in camera le valigie e poi tagliamo il cordone ombelicale che lega genitori e figli e da quel momento siamo io e i nani. Pronti a conoscersi più approfonditamente.

Siamo nella hall dell’hotel alle 20.35, ci sediamo sui divanetti in attesa di Stefano che arriva 20 minuti dopo accolto dai cori dei ragazzi affamati.
Appena arrivati ci mettiamo a tavola. Al termine della cena sono le 22. Dico ai ragazzi di andare in camera, e li convinco a non far casino lavorando sulla cosa che gli interessa di più, cioè il campo, la partita. “Volete giocare bene o male domani?” e loro “Bene!”. “Allora sappiate che per farlo dovete dormire appena arrivati in camera”. Facendo cosi alle 23 ne ho 10 su 12 addormentati. Matteo (che dice di avere mal di pancia e quindi Ste se lo gestisce facendogli una camomilla) e Luca (che è l’unico in adrenalina per la prima sera lontano da casa)…. non ne voglio sapere di addormentarsi. E sono vicini di letto.

23.30… 24.00…. 1.00… 1.30….
Niente…
Non ne vogliono sapere… e ora il mal di pancia centra poco…
Varie ricongnizioni per controllarli ma niente.
Noi nel mentre siamo sui divanetti della hall con gli istruttori Malaspina a conversare e conoscerci.
Piu io che Stefano che li conosce già tutti.

A quel punto Stefano “quante ne so” Gobbo, decide di prendere i 2 ragazzi metterli in camera nostra a guardare qualcosa nella speranza che sia di aiuto a dormire…
Accende la tele, ma non troviamo molto di adatto, quindi propongo il mio pc e di mettergli un cartone, e opto per Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta dicendo a Ste (“è uno dei miei preferiti da piccolo”). Ste mi ammazza dal ridere con la frase… (“Cane, non deve piacergli deve fare dormire….”).
Lo avviamo e scendiamo di nuovo.

Quando risaliamo alle 2.40 i 2 sono crollati esausti.
Li lasciamo nella nostra camera e andiamo a dormire nella loro.
“Chissa la faccia di Bigatti o Ilic domani quando si alzano e ci vedono nei letti di Termine e Somazzi?”
Questa è la domanda prima di mettersi a dormire… visto che la mia sveglia suona tra meno di 3.30 ore… 🙁

DAY 1 – Venerdi 1 Maggio

Ore 7 mi alzo e inizio il giro camere per svegliare i ragazzi. Alcuni hanno già gli occhi aperti altri vanno lentamente scrollati per farli svegliare senza traumi.
Colazione e si parte per la prima partita. Sottilineo lo style del gruppo: cappellini trendy e occhiali da sole da under che fanno invidia a tanti bimbi. Sono proprio i miei ragazzi… detto da quello che andrebbe a dormire con i rayban addosso.

Poco prima delle 9 siamo in palestra. Scesi dal pullman siamo arrivati alla palestra Turati in compagnia degli avversari della Scuola Basket Asti.
Nel tragitto scambiando 4 parole con il loro coach scopro il roster composto da alcuni 2006 e due ragazzi del 2007. Dalle news capiamo che la prima partita del torneo sarebbe stata soft.

Non entro nei dettagli della partita già commentata da tanti. 108 a 0 è sufficiente a far capire che anche per me non è stato facile gestirla. Direte ma questo è scemo…. però nella vita prima dell’Argentia Gorgonzola ho lavorato in società meno abbienti di talento e ancora oggi ricordo un 120 a 10 subito da Gorgonzola l’anno prima di entrare tra voi.
Quindi il loro stato d’animo (AVVERSARIO) deve essere stato qualcosa di vissuto anche dal sottoscritto. Difficile trovare per il loro coach parole di rincuoro visto che anche i nostri avversari del pomeriggio poco dopo hanno fatto 96-2….
La cosa bella di tutto questo è stata l’umilta in palestra dei nostri ragazzi. Loro hanno capito la situazione e pensavano solo a giocare. Non hanno mai detto nulla di offensivo verso gli avversari e vi dico che sarebbe stato facile cadere nello sfottò a 8 anni e l’hanno fatto senza che io dovessi dirlo loro.
Hanno iniziato a “menarsela” solo sul pullman e solo alla domanda di squadre avversarie di qualsiasi età che facevano il tragitto con noi che chiedevano, “ragazzi com’è andata?”
Stessa cosa in hotel… ovviamente carichi… lo dicevano, ne erano fieri, ma non facevano i ganassa… come diciamo a Milano… anche perchè erano stati avvisati dal sottoscritto che il pomeriggio sarebbe stata molto più dura.
Sottolineo, che in tutto questo, nel nostro hotel c’era il San Casciano che ha sentito la voce e che da li ha iniziato forse a temerci (o forse no) in quanto consapevole della loro possibilità di far bene e di avere un’avversaria da non sottovalutare per arrivare in alto…

Mangiamo ancora euforici. Evito la spiaggia e ci guardiamo gara 6 dei quarti di finale di quest’anno. SPURS-CLIPPERS.
Non so se qualcuno ha tratto qualcosa… 6 di loro (danilo, lollo, betti, pippo, paolo, ricky) sono rimasti a vedersi i 48 minuti di partita, gli altri andavano e venivano dalle camere meno interessati….
Credo che nel tiro di Danilo del pomeriggio, che descriverò dopo, ci sia anche qualcosa che lui ha visto fare almeno 4/5 volte a Paul in quella partita…
E Danilo se non si è capito è una spugna di conoscenza… dici, vede, fa… e soprattutto fa se convinto… altrimenti fa di testa sua.

Finita ci prepariamo e andiamo verso la palestra Nanterre nel campus universitario.
L’avversario è il Basket Village Blu (minibasket Granarolo Bologna società di Serie A)

Il riscaldamento degli avversari fatto a ritmi blandi, rispetto al nostro, mi aveva caricato.
Se partiamo forte è fatta. Eravamo concentrati e i ragazzi senza dirlo si stavano mettendo in carica nonostante la stanchezza iniziasse a fare da padrone…
Squadra: “Ale siamo stanchi, abbiamo sonno…”
Ale: “Forza!! Fuori le ultime energie e facciamo la nostra solita partita”

Detto fatto… dopo 2 tempi siamo sopra facile… il pubblico avversario guarda ammutolito e anche incredulo di cosa sta vedendo…
Nonostante non demordano e trovino anche buoni canestri siamo sempre in controllo… e c’è anche chi come Andrea che ha ricevuto un colpo al naso e perde sangue… vuole rientrare… (rientrerà dopo 1 minuto del secondo tempo per tamponare l’emorragia e a fine quarto chiederà “ale mi sto divertendo posso recuperare il tempo perso?”… ed era stato fuori si e no 1 minuto di cronometro…)
Il terzo tempo è più tirato e lo risolve un floater di Danilo alla Steph Curry… che io non so da dove abbia tirato fuori.. ma che penso sia un gesto tecnico che pochi (ma davvero pochi) sanno fare… figuriamoci quanto sia difficile per un bambino di 8 anni!!! (essendo di dicembre del 2006)
19 secondi alla fine… Danilo chiede la rimessa a Luca (sua spalla in tutto il torneo)… cammina piano superando la metacampo… come il miglior playmaker di una squadra senior… imbarazzante la consapevolezza nelle sue capacità e la conoscenza del gioco per l’età che possiede…
A 12 secondi ha deciso cosa fare… attacca il suo avversario e lancia una preghiera verso canestro… una parabola perfetta… solo retina… boato… di tutti… che gesto tecnico… che freddezza!! ho i brividi…
Uscendo mi guarda negli occhi e poi fa il suo tipico sorriso innocente, da bambino educato, tipico del suo personaggio, che tradotto sarebbe “E si.. l’ho fatta grossa… non so nemmeno io come ho fatto!!!” GENIO.

Intervallo… gli avversari sappiamo non molleranno…
Decido di non cambiare nulla e di finire come i primi 3 tempi
Il quarto lo vinciamo bene.
Qui loro iniziano a esultare, io invece freno e dico, giocate come se foste 2-2.
Mi ascoltano. I tempi diventano tirati. Più errori. Vinciamo gli ultimi 2 di un punto ciascuno….
Capolavoro dei ragazzi!!!
Che dire, dove devo firmare per avere questo rendimento (non risultato) per i prossimi giorni?

Decidiamo per il profilo basso tutti assieme. Si siamo contenti ma non ci illudiamo. Da domani iniziano le partite serie o almeno cosi pensiamo TUTTI.
Rientriamo con i genitori in quanto piove, mangiamo e questa sera non c’è bisogno di nulla per farli dormire. Alle 22 sono tutti a letto a ricaricare le batterie.
Io invece continuo a condividere esperienza con gli allenatori del malaspina, attendiamo tutti assieme i vari accoppiamenti del giorno dopo.
L’accoppiamento dei quarti di finale ci vedrà affrontare Basket Village Bianca, e la mia serata termina alle 3.30 tra una cosa e l’altra…

DAY 2 – Sabato 2 Maggio

Alle ore 9.30 siamo alla palestra Carducci per il nostro quarto di finale. Essendo in anticipo vediamo un assaggio della partita della nostra categoria tra i Tigrotti Trieste e il TAM TAM Torino. Partita molto fisica. Il gioco non è fluido ma i cm degli avversari potrebbero essere un problema visto che siamo composti da molti 2006 molto piccoli anche se rapidissimi.

Alle 10.30 è il nostro turno. E se qualcuno mi avesse detto che il quarto di finale fosse finito 5-1 e che saremmo stati in semifinale prima di partire… io avrei chiesto: “dove devo firmare???”. La partita anche in questo caso ha avuto poco da commentare. Rispetto al gruppo blu, il gruppo bianco, ci è sembrato composto da bambini piu piccoli o comunque alle prime esperienze. La partita è stata anche fin troppo semplice. Ma il merito va dato ai ragazzi che hanno affrontato la partita con grande carattere e grande concentrazione.

Alle 12.15 siamo pronti a rientrare. Avendo la prossima corsa alle 12.45 e distando 1,6 km dall’hotel decidiamo di farcela a piedi sotto il sole di Pesaro in un Sabato caldo ma ventoso. I genitori ci accompagnano fino all’hotel e ci diamo appuntamento tutti assieme per condividere la spiaggia nel pomeriggio.
Si, andiamo in spiaggia, nonostante abbiamo una semifinale, e potremmo distruggerci a giocare come pazzi a calcio… si calcio… molti di loro sono patiti anche di questo sport.
Anche se il primo amore, per loro, oramai è la palla a spicchi… sperimentare altri sport non può che farci bene!!!
Oramai il risultato sportivo per me veniva dopo, eravamo nelle prime 4, qualsiasi cosa sarebbe venuta l’avrei presa come un successo.
E ai ragazzi avevo promesso la spiaggia, che per i vari accoppiamenti non ci era ancora stata possibilità di vedere.

Dopo il pranzo alle 14.30 siamo in spiaggia. Li riempiamo di crema. Uno alla volta e li sguinzagliamo.
Si organizzano in 2 squadre alcuni. Fanno le porte e via alla partita. Il migliore in campo è Martina. Ho detto tutto!
Altri si mettono a fare un torneo di bocce.
A ognuno le sue 3 ore di libertà, visto che con tutti gli appuntamenti fissi a cui il torneo fino ad ora ci aveva messo di fronte, i tempi di relax personali erano stati di massimo 1 ora fino a quel momento.

Io mi metto sotto il baracchino di fianco alla spiaggia in compagnia di 1 spritz e mi rilasso.
Nel mentre ci raggiungono i genitori.
Lascio loro la custodia dei loro ragazzi e mi libero 2 ore di ogni pensiero scambiando qualche parola con loro e prendendomi il mio tempo di relax pure io.

Alle 16.45 siamo in hotel, i ragazzi si fanno una doccia per togliersi la sabbia e anche per rimanere attivi, in quanto sappiamo benissimo che le energie sono al lumicino…

Alle 17.45 i genitori sono a prenderci per andare a Montecchio (palestra a 15 km dall’hotel). Optiamo (visto che possiamo) per l’utilizzo delle auto al posto delle navette, in modo da rientrare in hotel rapidamente dopo la semifinale.

Ad attenderci nella Semifinale di Montecchio c’è il San Casciano, nostro compagno di hotel. Arriviamo con netto anticipo mentre nella palestra si stanno affrontando altre 2 squadere per la finale 2004/05 (squadre miste con prevalenza 2004).
Una delle 2 compagini è il Basket Seregno, allenato da un amico, con cui ho avuto sfide molto belle nei precedenti 2 anni seguendo i 2004 (perdendo quasi sempre…).
Loro conquistano la finale. E in cuor mio spero che anche noi ci arriveremo.
Oramai siamo tutti coinvolti emotivamente. E a mio parere ce la meritavamo per quello che i ragazzi stavano facendo da settembre a oggi.

Ci prepariamo. Ci sciacquiamo la faccia negli spogliatoi. Uno a uno.
Siamo pronti. Inizia il riscaldamento.
Gli avversari (come anche noi) hanno una grossa tifoseria… “Siamo Caldi” mi avevano anticipato in hotel poche ore prima.

Però a mio parere, un conto è tifare, un contro è fare cori tipo ultrà, in una partita di ragazzi di 8/10 anni.
I miei non erano abituati. E già dal riscaldamento li vedo poco tranquilli. Sbagliamo appoggi facili e non siamo a posto.
Ok, è comunque capibile la tensione da semifinale. Ma il pubblico sta facendo la sua parte.

Non mi dilungherò su quanto abbiamo visto. Ognuno si è fatto la sua idea. Io sono quello che al quarto tempo ha detto durante un minuto guardando tutti e richiamando l’attenzione “Questo per me non è un ambiente da minibasket… Del risultato sportivo oramai me ne frego… questa non è una partita”
E qui commetto i miei primi 2 errori del torneo. Il primo non ritirare la squadra, in quanto la frase non è stata ascoltata e si è continuato su questa linea. Ma come molti mi hanno detto (ognuno ha la sua idea sia chiaro e io mi sono fatto la mia) sia nel gruppo istruttori che nel gruppo genitori non sarebbe stato corretto nei confronti dei ragazzi. Mentre altri mi hanno detto che se pensavo quello che ho detto dovevo ritirare la squadra… cosi non ho fatto ne carne ne pesce… e hanno ragione.
Il secondo molto più grave sedermi al muro, affidando le operazioni a Linda, e non stare loro vicini. Proprio quando avevano bisogno di me io li ho abbandonati…
Non lo dimenticherò mai, e nonostante questo, quel tempo, il quinto, i ragazzi lo hanno vinto. Più forti di tutto e tutti. La finale la volevano e se la sono conquistata in un ambiente che ha fatto venire i brividi a chiunque e che ha fine partita ha segnato molti di loro che al posto di esultare hanno pianto per lo stress emotivo.

La partita dopo 2 tempi era messa bene, (tutti e 8 i ragazzi andati in campo avevano fatto il loro) e il terzo lo avevamo perso di poco (con Danilo a mezzo servizio per mal di pancia). Il problema è che al cambio di campo quando si è trattato di attaccare avendo di fronte (e con gli occhi addosso) sotto il canestro dove c’erano i 8/10 ultras (io li chiamerei cosi e non tifosi) del San Casciano i nostri si sono bloccati almeno per un periodo.

Inutili le frasi come: “Dovete isolarvi dall’esterno e pensare a fare quello che sapete”, “ogni volta che segnerete loro diminuiranno la fiducia e i cori”, “state tranquilli”, anche perchè tranquillo non ero nemmeno io… come facevo a trasmetterlo a loro…
Purtroppo nonostante fossimo 2 a 1 nel quarto tempo il San Casciano sfrutta il nostro momento di debolezza (a cui si aggiunge il mio) e rientra. Grazie anche a una prestazione super del loro numero 15 che fa un tempo pazzesco. A mio parere lui è il miglior giocatore visto al torneo come individualità.

Nel quinto tempo sale in cattedra (mentre perdiamo poco dopo ricky per un colpo al ginocchio) Simo Spinelli. L’unico di tutti noi più forte degli ultras. Corre, difende, arpiona palloni come se fosse da solo in campo ad affrontare tutto. Con Paolo (subentrato a ricky), andrea e martina fanno un tempo pressochè perfetto. Soffrendo in tutto (pubblico, stanchezza, momento della partita) ci riportano avanti.

Partiamo nell’ultimo tempo con il vantaggio, ma sappiamo che non possiamo stare molto tranquilli, in quanto abbiamo 2 o 3 punti di margine nel punteggio progressivo. E quindi perdere il tempo potrebbe dire essere sconfitti nel complesso del punteggio. La partenza non è da ricordare. Entrano qui in scena altri 2 protagonisti: Luca che ci rimette in carreggiata con un canestro su palla recuperata. Essendo in bonus inizia anche una girandola di tiri liberi. A poco piu di 2 dal termine (scusate il gioco di parole con il cognome di Luca) arriva il nostro cecchino, il ragazzo dal tiro impossibile, quello che ha nell’istinto di prendere e tirare. Istinto che con il tempo è stato mediato da un prendo, guardo e nel caso tiro. Oggi invece non ha guardato se qualcuno era messo meglio. Ha deciso faccio io. E ha fatto bene. Matteo fa il tiro della vita. Quello che noi tifosi abbiamo visto spesso. Quello di Paul la sera stessa in gara 7. Quello che tutti ricorderanno. E che lui potrà raccontare in futuro come ricordo indelebile di questa esperienza.
Da qui sono solo 2 tiri liberi a smuovere il risultato e sono 1 a testa. 6-6 = FINALE!!!

I genitori corrono dai figli per abbracciarli ma a differenza di quanto racconteremo sulla finale e come scritto sopra non ci sono molti sorrisi.
Torniamo in hotel, e qui capisco quanto poco ci mette un bambino a lasciarsi a spalle tutto rispetto a un adulto.
Io ero ancora segnato dai miei errori e da quello che avevo vissuto loro a tavola erano già proiettati a domani.
Mangiamo, analizziamo il tutto, dico 2 parole loro su quello che è successo e loro mi ascoltano e hanno ora però le facce rilassate.
Poi ci salutiamo perchè per loro è ora di andare a dormire per prepararsi alla finale mentre per me è ora di analizzare i miei errori e farmi il mio esame di coscienza.
Andrò a letto alle ore 4 dopo tante chiacchere, condivisioni, consigli da parte degli altri istruttori presenti in hotel che mi hanno ascoltato e mi hanno fatto fare le riflessioni giuste su quanto successo.

DAY 3 – Domenica 3 Maggio

E’ il giorno tanto aspettato. Quello che al day 0 nessuno avrebbe immaginato anche se in cuor suo lo sperava. Alle 9 ci aspetta la finale 1°/2° posto a cui arriviamo in ritardo di 15 minuti per mille cose da fare prima di lasciare l’hotel e perchè per farle abbiamo dovuto posticipare la navetta per una mia mancanza…

Avvisiamo di tutto questo e l’organizzazione posticipa la partita alle 9.15.
L’avversario di turno è il San Carlo di Milano.

Arrivati in palestra metto i ragazzi a fare riscaldamento e li vedo emozionati ma concentrati.
Non è la prima finale che gioca questo gruppo. Ma questo torneo non ha nulla a che fare con nessuno di quelli precedentemente affrontati.

Insider del pubblico mi dicono che i genitori avversari sono molto fiduciosi… i nostri invece sono tesi… la tensione nei loro volti è palpabile.

Io invece sono tranquillo. Dopo il giorno prima credo che i ragazzi siano in grado di affrontare tutto. E io pure… (o almeno credo :)))

Nel primo tempo mi affido a Pippo, Betty e Paolo che con il supporto di Chiara ci consegnano un tempo all’insegna della lotta e del contropiede. Siamo un po imprecisi e infatti il tempo finisce solo nel finale 6 a 4. Ma con un terminale come Betty, un rubapalloni con un lancio preciso a trovare il compagno smarcato come Pippo e un ordinato come Paolo portiamo a casa senza troppi patemi. Chiara invece per ora è un po in ombra ma avrà modo di rifarsi nell’ultimo tempo.

Nel secondo, loro schierano il 70 ottimo elemento supportato da ottime spalle e facciamo fatica, tanta… troppa. Simo lotta, Ricky prova ad aiutarlo, Andre è nervoso e Marty difende ma la fisicità degli avversari è troppo per lei e per noi. 8 a 3. Tutto da rifare.

Nel terzo tempo regna l’equilibrio. Offensivamente loro hanno poco da dare. Noi invece avremmo da far male ma siamo imprecisi. Vinciamo 2 a 1 con una girandola di liberi e siamo in vantaggio.

All’intervallo trovo le parole giuste “OK, ma ora lo avete capito che dopo 3 tempi in vantaggio siamo noi? ci sblocchiamo o continuiamo ad avere paura di vincere?”

Silenzio. La risposta me la danno poco dopo sul campo…

Il quarto tempo (nel mentre la palestra di Nanterre, si ancora lei!!!, si era riempita di pubblico) facciamo il nostro capolavoro… Il tempo perfetto… quello che strappa applausi da tutti. Pippo non può lanciare perchè il San Carlo gioca di anticipo su ogni suo lancio ma annulla il 70 (portandolo allo sfinimento emotivo, finirà in lacrime dopo 3 minuti perchè sapeva di essere bravo ma non trovava soluzione per battere il suo avversario…), il nostro “playmaker” (passatemelo anche se sono bimbi) diventa Paolo che da avvio a tutte le azioni offensive con una classe che solo lui ha… e ora ha 2 scheggie come terminali che sono Betty e Matteo… Entriamo nella difesa del San Carlo come un coltello nel burro… e siamo bravi a sacrificare un tiro non sicuro per un compagno messo meglio. Risultato 12-1. Ora siamo avanti 3-1 e il punteggio progressivo ci sorride.

Nel quinto loro tornano sotto come nel secondo. Il tempo inizia con un auto canestro avversario su cui chiamo minuto per dar tempo al ragazzo di riprendersi. Anche qui nessuno dei nostri fa ironia. Sorridono solo ovviamente in quanto non se lo aspettavano ma la frase più gettonata è “ah… ma allora non succede solo a noi ogni tanto :)” e Bigaz: “eh io lo capisco benissimo..e in più ho tirato 2 volte prima di segnare”. Eh no ragazzi non succede solo a noi…
Al rientro dal minuto il San Carlo ci mette sotto.. Oggi Spino, Ricky, Andre e Marty devono limitare i danni… lo fanno bene dopo essere stati richiamati poco dopo con un “dobbiamo stare li: perdiamo??? si ma perdere 1-8 non è 5-8”. Ce la mettono tutta e limitano il passivo.

Arriviamo al tempo decisivo. Loro da un po’ hanno iniziato a mettere le mani in molti contatti. E qui sappiamo che se diamo palla a Danilo abbiamo dei liberi assicurati negli ultimi 3 minuti. Il tempo è combattuto dal primo all’ultimo secondo. Chiara, dopo averla sbloccata (“allora hai visto quante femmine sono entrate in palestra a guardare la partita? So che ci tieni, dimostra a tutti quanto sei brava”), fa un paio di affondi che fanno invidia a tanti maschietti…. Negli ultimi 3 minuti inizia una girandola di liberi in quanto loro ci fermano solo coi falli e qui oltre al solito Danilo, Mister freddezza Lorenzo “lollo” Villa, ci manda a lezione di ciuff su tiro libero…. Bravo e freddo pure Luca… segno che lavorarci serve tanto…
A 1 minuto dalla fine, il tempo sembra eterno, ma le cose sono molto equilibrate. Il San Carlo trova il canestro della paura (quello che li mette a -2 sul punteggio, paradossalmente il loro autocanestro…) a solo 15 secondi dalla fine. Rimessa, palla a Danilo, che corre… corre… e la porta nell’angolo opposto senza che nessuno glielo dica proteggendola come solo lui sa fare… 5, 4, 3, 2 ,1…. il resto lo sapete :)!!!

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