Il punto di vista delle mamme (di mamma Patrizia)

Un paio di mesi fa il coach propone ai genitori di portare i bambini al torneo di Pesaro…

Ovviamente i papà tutti euforici dicono subito di sì!

Le mamme, quelle dei bambini che hanno la comunione, quando scoprono che si tratta del ponte del primo maggio vanno in “apprensione” (o accampano inutili scuse come direbbero i papa`…).

Qualcuno del San Luigi non può perchè ha la comunione proprio per quel fine settimana, noi che facciamo parte dell’oratorio San Carlo e abbiamo la comunione il 10 siamo in palla per i preparativi ma ovviamente i papà minimizzano…

Da segnalare la determinazione di Martina (ma per chi laconosce non è una novità !) che pur di poter partecipare al torneo riesce a far spostare la comunione cambiando Chiesa/oratorio! (che il “don” ci perdoni!)

Arriviamo alla mitica partenza, le mamme più “hard” propongono scherzosamente di portare tacchi a spillo e minigonna per provare a movimentare le serate, le mamme più “tardone” (compresa la sottoscritta) le guardano con sguardo allibito, con l’unico obbiettivo di riuscire a sopravvivere all’esperienza…magari riposandosi anche un pò considerando l’altra prole al seguito.

La compagine è variegata … le premesse sono incerte…

Trascorriamo la sera prima della partenza in chat per decidere se portare, per i bambini, tutta la collezione “primavera/estate/inverno/autunno (la sottoscritta)” o limitarsi solo alle mutande, canottiere, calze abbigliamento basket Argentia… più o meno le uniche cose che alla fine utilizzeranno!

I papà ovviamente ci prendono in giro “stravaccati sul divano”(ogni riferimento è puramente voluto..) oppure trovano delle valide alternative per uscire (guarda caso…).

La mattina ci troviamo al palestrone e prima sorpresa troviamo Paola a salutare la carovana e il suo Andrea.

La sua assenza sarà la più grande perdita per il torneo dal punto di vista del tifo femminile. Paola ci sei mancataaaa!!!!!

La mattina si parte e davvero l’eroismo di Eva di partire da sola con tre bambini viene egregiamente supportato dalle cavalleria dei papà che evitano di fare gli “sboroni” in autostrada.

Il Clipper, meta agognata, è all’altezza delle aspettative… tutto merito di Claudio che, da bravo capitano di azienda, è riuscito a dirottare più di venti persone da un altro albergo, meno caro ma decisamente più modesto….

Incredibilmente la compagine tiene, i ranghi sono serrati, riusciamo ad organizzare insieme le gite, le cene, le passeggiate in riva al mare, il pomeriggio in spiaggia con i bambini (e la prova costume scampata con il sollievo della maggior parte delle mamma)… mai uno screzio, un dissenso, solo voglia di stare insieme e supportare i nostri ragazzi che fino alle semifinali ci regalano grandi emozioni, pochi patemi ed il grande stupore e la felicità di essere arrivati fino a questo punto.

La sera della semifinale ci troviamo improvvisamente catapultati in un’arena da stadio, il tipo avversario del San Casciano, se pur correttissimo, ci indispettisce ed innervosisce…

I bambini soffrono la pressione psicologica, dobbiamo allontanare alcuni papà (ma anche le mamme non scherzano!) dalla vicinanza della tifoseria avversaria per evitare spiacevoli episodi poco edificanti e poco educativi.

La pressione arriva alle stelle, il coach vacilla, l’infermeria è piena e poi… miracolosamentearriva la vittoria con un pianto liberatorio da parte dei bambini!

Il giorno dopo… il grande giorno, siamo in finale, Davide controGolia: “il San Carlo” è l’elite, mai affrontati, ma sempre perso con squadre come Armani e Cusano.

E poi succede quello che non ti aspetti la “PICCOLA” squadra di provincia batte la “grande” squadra di citta`… e da lì un tripudio di baci e abbracci con tutti e grandi pacche sulla spalla!

Al di là della coppa, al di là della medaglia che mio figlio non ha portato a scuola per paura di perderla, ora che le emozioni si affievoliscono ed i ricordi assumono la giusta dimensione, mi fermo a riflettere e penso a come e se questa esperienza ci ha cambiato!

Penso che davvero mai, come in questa circostanza, come raramente può succedere nella vita, ci siamo sentiti una grande famiglia allargata… penso a quanto lo sport posso esaltare e accomunare!

Penso a cosa loro hanno imparato sia dal punto di vista sportivo e agonistico che dal punto di vista della loro crescita personale … e poi penso a cosa ciascuno di loro ha insegnato a ciascuno di noi su di loro, su di noi … e a questo punto SORPRESA! Tutto ciò deve rimanere un privatissimo e profondissimo pensiero perché le parole, a volte, se non sei abbastanza bravo, possono solo sminuire i sentimenti!

La mamma di Spino.

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