Cuore, Muscoli, Cervello: U13 Elite alla riscossa a Ebro

Nuova Argentia: Airoldi 3, Crippa 7, Marsico 2, Cento, Djaffi, Vergani 5, Valeri, Braga 4, Maraschi 22, Pennati 2, Meroni 11, Boffa 12
All: Gobbo/Cusimano
Tiri da 2: 28/59 (47,45%)
Tiri da 3: 2/4 (50,00%)
Tiri Liberi: 6/29 (20,69%)
Falli Fatti: 19 (Meroni 5)
Falli Subiti: 26 (Maraschi 8)
Rimbalzi Difensivi: 33 (Maraschi 12, Boffa 10)
Rimbalzi Offensivi: 12 (Maraschi Meroni 3)
Palle Recuperate: 20+30 (Crippa 5 Meroni 4)
Palle Perse: 49+1 (Braga 8, Pennati 7)
Assist: 7 (Meroni Crippa 2)
Stoppate: 2 (Boffa Maraschi 1)
Valutazione Squadra: +46 (Maraschi +35, Meroni +13)
Progressivo: 17-17; 27-28; 39-39; 59-59; 64-68;

+/-: Braga Marsico +9

Inizia qui il tour de force dell’U13 Elite. 3 partite nell’arco di 10 giorni per vedere davvero questa squadra di cosa è fatta e dove può arrivare. Ebro (terza classificata all termine dell’andata, partita precedente persa di 7), Brescia (secondi al termine dell’andata, precedente incontro perso di 11) e Crema (dominatori dell’andata, con un precedente che segna un -27 a nostro svantaggio). Gli avversari sono questi, sono ostici e non hanno intenzione di deporre le armi e guardarci vincere, anzi, vogliono ripetersi e magari anche migliorarsi. Noi abbiamo terminato la prima metà del bronze quarti. Non sono incontri in cui siamo favoriti.

Questo significa qualcosa? Assolutamente no.

La prima partita va in scena, ed è proprio il caso di dire “va in scena” visto lo spettacolo che fornirà, a Ebro, palestra a Milano in zona Romolo. L’orario non è comodo, però, perchè se la partita inizia alle 18.30 significa che da Gorgonzola bisognerebbe partire alle 16.30. I genitori-autisti liberi non sono abbastanza, si va in metro. Lo spirito della trasferta è ben ritratto nella foto, con addirittura qualche giocatore che cerca di studiare per il giorno dopo con successi altalenanti.

Dopo un’oretta di viaggio complessivo si arriva alla palestra. La stanchezza è presente nei nostri, soprattutto in alcuni che hanno dovuto fare corse per incastrare corsi pomeridiani e appuntamenti cestistici. La ormai sfortunatamente solita dose di assenti non si fa sicuramentea attendere: ancora assenti Paglio e Albi con Verga a sostituire Edo, assente per mal di gola ma presente a tifare i compagni.

La palestra ha canestri cui i nostri non sono abituati, nella ruota si cerca di prendere la mano, ma la concentrazione giusta sembra esserci.

E non è una sensazione errata.

Dalla palla a due la partita è concitata, forte, tesa. Giocata punto a punto e con grande intensità. Non c’è neanche il tempo per riprendere fiato. Il primo tempo è una scarica di adrenalina senza soluzione di continuità che finisce pari, 17-17. Occhio ai punteggi finiti in parità, che in questa partita si faranno vedere, anche a causa di una nostra grave imprecisione dalla linea della carità.

Secondo quarto? E chi nota la differenza? Il copione è quello con interpreti diversi, con vantaggi da un lato rimontati subito dall’altro e viceversa. Unica differenza è che l’imprecisione non è ai liberi ma sotto al ferro. Il primo tempo finisce con una singola lunghezza di vantaggio a nostro favore, 27-28.

All’intervallo coach Gobbo cerca di tenere alta la concentrazione, di trovare quello spunto che serve per mettere la testa avanti. Si cerca di migliorare la confidenza coi ferri nell’intervallo e si sta focalizzati sull’obbiettivo.

Non basta. Il terzo quarto è ancora una ripetizione dei primi due. Vantaggi da un lato e poi dall’altro, con il punteggio che alla sirena è di nuovo in parità, 39-39.

La tensione sale, alle porte bussa il fantasma overtime. Le squadre non vogliono si concretizzi, vogliono chiudere prima il match e portare a casa i due punti.

Peccato nessuna delle due compagini ci riesca.

Il quarto quarto è davvero un susseguirsi e un sovrapporsi di emozioni tensione e voglia di vincere che però non si concretizza con un vantaggio a nostro favore di 3 punti che si volatilizza grazie ai liberi (si, quei liberi che abbiamo sbagliato in quantità industriale per tutto il match) avversari nell’ultimo momento.

59-59. Overtime.

E qui ci si gioca tutto. E la voglia di vincere è tanta. Pronti via, la rimessa è di Ebro. Qualche passaggio loro e rubiamo palla volando in contropiede per due punti facili. Qui si capisce che l’agonismo dei nostri in maglia blu è troppo forte per arrendersi. Andiamo avanti di 3 a 30 sec dalla fine. Il possesso è avversario, che però non concretizza. Si torna di la e a 7 secondi segniamo un libero. Si, perchè nell’overtime segniamo 3 dei 6 tiri liberi realizzati in tutto il match. Il vantaggio è di 4.

La partita è nostra.

I festeggiamenti si sprecano, la gioia è forte, anche se con un’ombra: il pollice di Manuel, dolorante da giorni, ha preso una brutta botta. Si rivelerà poi necessitante di un’ingessatura leggera. Ma per ora si festeggia, al resto si pensa dopo. Con questa vittoria si va al terzo posto, e si certificano i miglioramenti fatti. Ora la prima è andata ma non è finita. Il nostro palestrone è pronto a trasformarsi in arena per lottare conro la Leonessa Brescia, e per questa partita serviranno davvero dei gladiatori. Pronti a dare tutto, come fanno sempre meglio da tutto l’anno.

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