Under 13: Ebro – Argentia 42-44 (6-9,17-18,32-30)

Testini 4,
Malabanan 2, Bettinelli 1, Termine, Ilic 10, Spinelli 9, Somazzi, Bertolotti 9,
Marletta, Simonetta 4, Bertini 5

Ultima di campionato, si va a Milano contro l’Ebro, capolista
del girone. Vincendo possiamo raggiungerlo, ma il -29 dell’andata ci impedisce
ogni sogno di accedere agli spareggi per il tabellone finale. Tuttavia oggi
bisogna dimostrare che non ci sono quei punti di differenza tra noi e loro. Si
gioca nel primo pomeriggio e la giornata è piuttosto calda, la palestra è
angusta, vecchia, e scarsamente illuminata. Al solito
siamo ridotti all’osso, oggi siamo in 11 recuperando qualcuno rispetto a Bresso,
ma squadra molto sotto età. L’Ebro prepara la festa con l’obiettivo di
chiudere a punteggio pieno.

Il coach schiera Danilo, Pippo, Bertini, Matteo e Betti. La
partenza è incoraggiante e ci portiamo subito sul 5-0 con gli avversari che
fanno fatica a entrare nella nostra area. La partita è arcigna con pochi spazi
e avversari molto fallosi, ma dalla lunetta Pippo è ben ispirato e con 3 liberi
di fila ci porta sull’8-2. Gli avversari spinti dal loro pubblico si
riavvicinano, i nostri sprecano tanto e così chiudiamo sul 9-6 che ci sta un
po’ stretto.

Nella seconda frazione entrano Spino, Lance, Fede, Simonetta
e Nico, con Luca pronto a entrare. Il quintetto Ebro è molto fisico e roccioso,
bisogna faticare molto. Va a segno Spino, ma poi l’Ebro reagisce e ci raggiunge
portandosi sul 12-12. Punteggio molto basso, si fa fatica a segnare da entrambe
le parti per le difese asfissianti, ma troppi gli errori sotto canestro dei
nostri. Gli avversari si portano avanti e sembrano guadagnare campo, ma una
bomba di Nico li rimanda sotto, a poco dalla fine l’Ebro si rifà sotto e si va
all’intervallo lungo avanti di 1.

Alla ripresa l’Ebro parte fortissimo mettendo dentro 3 bombe
con il loro giocatore più forte e si portano sul 28-21, una botta che stenderebbe
un bue. I nostri non si scoraggiano e continuano a giocare, ma fare canestro è
difficile, si va avanti più dalla lunetta. Gli avversari raggiungono il massimo
vantaggio sul 30-23 e la squadra sembra non averne più, ma questi ragazzi hanno
tanto orgoglio e tre canestri di Lance, Simonetta e Danilo riportano sotto la
nostra squadra e alla fine del terzo il punteggio dice 32-30 Ebro con un ultimo
quarto che si prospetta appassionante.

Un inizio difficile manda avanti l’Ebro sul 36-30 con il
pubblico avversario molto su di giri. La palestra diventa un catino ribollente,
sembra che la festa sia già cominciata e che noi facciamo da sparring partner.
Il coach non si perde d’animo e incita i ragazzi a non mollare. Arriva un
canestro di Spino e un ottimo canestro e libero di Bertini, poi Pippo e Danilo
dalla lunetta completano la rimonta portandoci sul 38-38. L’Ebro appare
stordito e nelle facce dei ragazzi si nota tanta preoccupazione. Spino si
inventa il canestro del sorpasso con un gancio e Danilo tira fuori gli artigli
e sigla un libero e un prezioso canestro che ci porta 43-38 a un paio di minuti
dalla fine spegnendo l’entusiasmo del pubblico avversario e accendendo la
nostra curva. Ma mancano 2 minuti e tutto può succedere. L’Ebro prova a
recuperare e si riporta sul 42-44 a 30 secondi dalla fine. I nostri sono ormai
maestri nel gestire i finali e giocano con grande sapienza gli ultimi secondi,
dove vanno in tre a chiudere sul loro n.3 che non riesce a tirare. Suona la
sirena e portiamo a casa una grande vittoria in un campo dove quest’anno ha
vinto solo l’Olimpia. Ma è un bicchiere mezzo pieno perché a causa della
differenza canestri e di quel famoso -29 dell’andata l’Ebro accede agli
spareggi per la qualificazione al tabellone finale. Per tutta la partita siamo
stati a chiederci come mai quella debacle nell’andata che tecnicamente non ha
spiegazioni, visto che le due squadre sono molto vicine e volendo analizzare
nel computo dei punti fatti/segnati siamo nettamente in vantaggio rispetto
all’Ebro.

La sostanza è che terminiamo secondi nel girone a pari punti
con Ebro, dopo aver totalizzato 13 vittorie e 1 sconfitta, un bilancio
piuttosto lusinghiero se consideriamo i tanti problemi avuti quest’anno. Il
lavoro del coach è stato superlativo, riuscendo a dare grande compattezza alla
squadra soprattutto nei momenti difficili. Le ultime 4 vittorie in trasferta
ottenute nei secondi finali denotano una grande voglia di lottare e una grande
lucidità nella gestione dei momenti clou della partita, indice di una grande
maturità raggiunta.

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